Guercino

Giovanni Francesco Barbieri detto il Guercino, uno degli artisti più rappresentativi della fase matura del barocco, nasce a Cento, in provincia di Ferrara, nel 1591.

La sua pittura inizialmente votata a un naturalismo spontaneo e popolare subì un importante influsso dall’incontro con i Carracci, in particolare con Ludovico, che allargò i suoi orizzonto verso la più aggiornata cultura pittorica del tempo. A Ferrara nel 1616 attraverso lo Scarsellino ebbe un primo contatto con i modi pittorici veneziani, che ebbe poi occasione di sviluppare durante il suo soggiorno a Venezia nel 1618, con lo studio dei grandi maestri veneziani del XVI secolo.

Le opere del primo periodo (1615-20), ma soprattutto quelle posteriori al soggiorno veneziano, come Susanna, ora al Museo del Prado di Madrid e La vestizione di S. Guglielmo d'Aquitania del 1620, conservata alla Pinacoteca di Bologna, sono tra i capolavori della sua produzione e sono caratterizzati da un colorito caldo e intenso, e da effetti di luce e ombra.

Chiamato a Roma nel 1621 da papa Gregorio XV, decorò una sala del Casino Ludovisi con L’aurora, che si contraddistingue per la libertà della composizione e l'efficacia cromatica e luministica. Sempre a Roma, dipinse, tra il 1622 e il 1623, il Seppellimento di Santa Petronilla, in cui accanto al naturalismo quasi caravaggesco di alcune figure, appare una nuova tendenza idealizzante.

Nel 1623, Guercino torna a Cento e vi resta fino al 1642. Nella cittadina ferrarese realizza Cristo che appare alla Maddalena (1630), che già tradisce la prossima crisi dell'artista. L'influenza di Guido Reni, alla cui morte avvenuta nel 1642, ereditò a Bologna il ruolo di caposcuola, si fa sempre più netta. La sua arte si volge a modi accademici, sia nella composizione, sia nel colorito, sia nella fattura, sia infine nei temi e nei motivi.

Nel 1626, Guercino è a Piacenza dove completa gli affreschi per la cupola della Cattedrale, lasciati incompiuti dal Morazzone alla sua scomparsa.

Il Guercino muore a Bologna nel 1666.